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Perché il logo “fai da te”, non funziona?

È giunto il momento di farci un po’ di pubblicità e vogliamo far realizzare dei volantini oppure è ora di far ristampare i biglietti da visita.

Di sicuro vorremmo evitarlo, ma ci tocca chiamare “lui”: la creatura oscura degli stampati, il “babau” della comunicazione, il “Darth Vader” delle guerre tipografiche ovvero, il grafico! Colui al quale non va mai bene ciò che vogliamo fare noi!

Anche questa volta usciamo dall’incontro con sto tizio, con l’entusiasmo sotto le suole delle scarpe.

Eppure ci era sembrato di aver fatto tutto bene: ci siamo presentati con le idee chiare, sicuri di ciò che volevamo chiedergli…

Ma lui si è opposto!

Quando gli abbiamo presentato il logo da inserire nel lavoro, ci ha detto: “così com’è non funziona!”

Cosa significa? Perché questo essere malvagio turba le nostre certezze?

Facciamo un bel passo indietro.

Nella prima metà del ‘900 i marchi erano molto complessi e ricchi di elementi, quasi delle miniature da amanuense. Pensiamo solo al logo della casa Editrice Einaudi.

A quei tempi le esigenze comunicative erano ben diverse, il concetto di “risoluzione” era appena abbozzato e la concorrenza non era così vasta come oggi.

Tra questi antichi loghi, sono sopravvissuti solo quelli delle grandi aziende che hanno fatto la storia e quasi tutti hanno dovuto subire dei “restiling”, cioè delle vere e proprie ristrutturazioni, per adattarli ai gusti moderni o per meglio dire, alle nuove esigenze di comunicazione.

Questo è chiaro, ma il nostro marchio non ha cento anni! Perché non va bene?

Un logo per essere davvero efficace, deve rispettare alcune regole di leggibilità fondamentali.

Proviamo a fare alcune prove.

1_ La prima è molto semplice: stampiamo il nostro logo in bianco e nero o addirittura fotocopiamolo…

Fatto?

È ancora ben leggibile? Si distingue bene ogni sua parte?

Se sì procediamo con la prova 2.

Se no clicchiamo qui.

2_ Poi, se abbiamo dimestichezza con il computer prendiamo il logo scontornato (altra parolaccia grafica, che vuol dire che il soggetto in questione non ha uno sfondo che lo circonda), in alternativa possiamo anche stamparlo e ritagliare i contorni con le forbici… tipo “Artattac”!

Fatto?

Ora proviamo a posizionarlo, prima su uno sfondo scuro e poi su uno sfondo chiaro. Senza programmi di grafica, possiamo prendere la nostra figurina stampata e ritagliata, metterla fisicamente su cartoncini colorati chiari e scuri e, molto importante, su immagini! Posiamolo su pagine di giornale o riviste, su fotografie sia chiare che scure.

Fatto?

È sempre leggibile? Risalta rispetto alle tonalità dello sfondo?

Se sì, molto bene passiamo alla prova 3.

Se no riclicchiamo qui.

3_Terza prova

Con il computer, questo lo potete fare anche con Word (ma non ditelo al vostro grafico… anzi non ditelo a nessun grafico al mondo) create varie copie del vostro logo, sempre più piccole anche fino a 5mm.  Poi stampate su carta.

In alternativa fate delle riduzioni in scala con una fotocopiatrice.

Fatto?

Ora guardate bene ciò che avete prodotto.

È leggibile in ogni sua parte anche così piccolo?

Se sì, stiamo andando alla grande e possiamo passare all’ultima prova.

Se no, ormai lo sappiamo, dobbiamo cliccare qui!

4_ Infine, prendiamo le nostre figurine ritagliate di prima, grandi e piccole e proviamo a metterle, una per volta in mezzo ad altri loghi. Possiamo ritagliare questi ultimi, come abbiamo fatto prima con il nostro. Spicca in mezzo agli altri, si fa notare?

Lo distinguiamo ancora?

Se sì abbiamo spaccato! Il nostro logo ha forse solo bisogno di qualche piccolo accorgimento ma nulla di più.

Il nostro marchio non ha superato anche solo una di queste prove?

Significa che la nostra visibilità è in serio pericolo!

I casi sono due, o ci siamo fatti fare il logo in casa dal nostro famosissimo “cugino” o il nostro marchio è veramente datato.

Immaginiamo o magari ci è successo davvero, di sponsorizzare un’attività o un evento, in cambio di un’apparizione del nostro marchio sul materiale pubblicitario dell’evento stesso.

Il nostro emblema potrebbe essere collocato su sfondi colorati, insieme ad altri sponsor, in piccole dimensioni, in bianco e nero e…  potrebbe rimanere invisibile!

Sarebbero soldi buttati!

Inutile prendersela con chi ha realizzato la pubblicità… ormai sappiamo qual è la causa.

Un logo ben studiato, supera tutte le prove.

È dura doverlo ammettere, ma ci toccherà chiamare il grafico…

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